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San Barbato
Tenendo conto, che se pure compare per Castelvenere qualche citazione a partire dagli inizi del XII sec., la prima presenza documentata di un casale sembra dell'epoca
angioina, quale possesso dell'abbazia di S. Salvatore Telesino, è probabilmente da ricondurre agli angioini una ristrutturazione del borgo più che una costruzione ex novo.
La conferma si ha osservando la tipologia costruttiva usata per le torri, che richiamano il modulo troncoconico, tipico dell'età angioina, ma presentano delle differenze tra loro.
Il borgo è costituito da un impianto urbanistico abbastanza rilevante; lo schema è quello di tre assi stradali paralleli tra loro posizionati in direzione Sud Ovest - Nord Est.
Di notevole interesse è Piazza mercato con un pozzo al centro, anticamente usata per i commerci e i baratti delle mercanzie, le arcate del Palazzo (entrambe vincolate ai sensi della L. 1089/39) ed il fossato che delimitava e proteggeva da eventuali invasori il Castrum medievale.
Durante il periodo, presumibilmente, rinascimentale le vecchie mura medievali furono demolite per consentire un ampliamento del borgo, ed il fossato fu usato come strada per collegare le piccole cave tufacee (scavate sui costoni perimetrali alla strada) alle nuove abitazioni che si stavano costruendo.
Successivamente con lo sviluppo dell'agricoltura dette cave tufacee furono ampliate, modificate ed adibite a cantine per la conservazione del vino e la strada, che si divide in strada del Mulino e strada del Fossato ogni week-end di fine mese ospita la manifestazione proposta dall'Associazione "Cantine al Borgo".
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